Valentina e la scherma

Valentina e la scherma |
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La sorella Nathalie tira insieme a Giovanna Trillini, di un anno più giovane, mentre il sedicenne Stefano Cerioni sta scaldando il braccio per l'esplosione, datata Parigi 1983, nel firmamento mondiale del fioretto. Triccoli, Cerioni, Trillini. Tre nomi che accompagneranno costantemente il percorso sportivo e umano della Vezzali. |
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"Valentina era piccola e mi suscitava tanta tenerezza" racconta la sorella Nathalie, campionessa italiana nelle categorie giovanili, "me la sono cresciuta. Papà e mamma lavoravano e noi abbiamo trascorso insieme tanto tempo creando un rapporto di complicità e confidenza. Mi ricordo che, quando facevo lezione, lei si metteva vicino alla pedana e ripeteva i miei movimenti. Sono orgogliosa di essere stata la sua madrina". |
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"Quando eravamo piccoli, laggiù nell'angolo buio della palestra, ci andavamo a nascondere dietro i materassi. Oppure, ogni tanto, andava via la luce mentre facevamo ginnastica e allora cominciavamo a correre urlando e sciamando come pazzi. Quanto ci siamo divertiti qua dentro, io mi sono divertita tantissimo". E' il primo ricordo di Valentina della palestra della scherma di Jesi. I materassi usati come rifugio quando il fioretto è ancora un attrezzo sconosciuto e il destino è un'ipotesi. |
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Poi Vale comincia a correre. "Uno degli esercizi di preparazione era lo scatto sui 20 metri da ripetere 10 volte" - ricorda Luigi Novelli, maestro e preparatore atletico del Club negli anni '80 - "Valentina ne faceva 12 e avrebbe continuato se non l'avessi fermata. Andava regolarmente oltre il grafico del super allenamento. Ero preoccupato ed incuriosito allo stesso tempo. Poi, quando verificai che non ne risentiva, capii che avrei potuto anche strapazzarla. Lei di sicuro non avrebbe detto basta". |
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Poi il fioretto, da stimolante enigma, diventa come un violino per il musicista. "Una sera" - racconta Roberto Gagliardi, ex vice presidente del Club - "il maestro Triccoli mi confidò di essere rimasto stupito dalla sua capacità di apprendimento. Lo sai, mi disse, che ho aumentato il ritmo della lezione ed ho provato ad ingannare Valentina annunciando un movimento e facendone un altro. Lei ha chiesto il permesso di togliere la maschera e mi ha detto: maestro, ma non è così...". |
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Poi la scherma conquista il suo animo e disegna il futuro. "Una sera" rivela la mamma "mio marito venne a casa e mi disse: ho chiesto al maestro Triccoli se Valentina riuscirà mai ad andare alle Olimpiadi. Lui si è messo una mano sul cuore ed ha esclamato: glielo prometto". |
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"Quando arrivavo seconda" ricorda Vale "il maestro Triccoli non mi faceva i complimenti. Era il suo modo di spronarmi. Mi ha aiutato a crescere. Sì, per me è stato davvero un secondo padre". Valentina scopre la scherma all'età di sei anni. |
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